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BUONA E CATTIVA DIGESTIONE: VIAGGIO DEL BOCCONE TRA ANATOMIA E FISIOLOGIA

  • Immagine del redattore: Valeria Carossa
    Valeria Carossa
  • 26 lug 2021
  • Tempo di lettura: 5 min

Aggiornamento: 12 ago 2021

Questo articolo è parte integrante di una intervista live sul portale di RigeneraLife. Clicca qui per vedere l'intervista!


BIOCHIMICA DELLA NUTRIZIONE: IL GIOCO DEI LEGO MOLECOLARI


Iniziamo questo viaggio all'interno del corpo umano per vedere cosa succede durante la digestione e gustarci il cibo senza essere impreparati... Come portare i nutrienti necessari a tutte le cellule è un percorso fondamentale per mantenere la salute ed evitare patologie (trovi qui un articolo su "Obesità, resistenza all'insulina e diabete").


Con i processi di digestione le macromolecole vengono scisse in unità fondamentali, facili da assorbire per gli enterociti, le cellule che rivestono il nostro intestino. Sicché partendo dalle molecole complesse arriviamo a quelle più semplici, secondo la loro natura:

  1. dai glucidi agli zuccheri semplici

  2. dalle proteine agli aminoacidi

  3. dai grassi agli acidi grassi

In un contesto sano e funzionante, complice un microbioma in perfetta simbiosi, questi elementi entrano nel circolo sanguigno e raggiungono il fegato.


In una situazione di cattiva digestione e disbiosi della flora il panorama invece si complica, si attivano nell’intestino processi di infiammazione cronica e si producono sottoprodotti di scarto digestivo dalle macromolecole iniziali. Si assiste dunque a fenomeni di

  1. fermentazione, derivante dai substrati glucidici

  2. putrefazione, derivante dai substrati proteici

  3. irrancidimento, derivante dai substrati lipidici



DIGESTIONE: UN AMBIENTE SPECIFICO PER OGNI ENZIMA


Ma ripartiamo dalla forchetta. La bocca è scenario della triturazione e dell’omogenizzazione dei cibi con la saliva; qui processi meccanici si uniscono a processi biochimici di digestione enzimatica. I primi ad essere scissi in questa sede a pH neutro/poco acido sono:

  1. I carboidrati, che vengono degradati ad opera della amilasi ptialina in zuccheri semplici

  2. I grassi, che grazie alle lipasi si scindono in acidi grassi


Dopo il transito esofageo il bolo alimentare passa nello stomaco dove coi succhi gastrici iniziano ad essere digerite anche le proteine ad opera della proteasi pepsina, in ambiente a pH acido. Continua anche la digestione dei grassi.


Nell’intestino tenue il pH viene nuovamente alzato verso livelli più neutri dalla soluzione tampone di bicarbonato secreta dalla porzione esocrina del pancreas assieme ad altri enzimi, quali:


  1. tripsina e chimotripsina (digestione proteine in peptidi)

  2. lipasi (digestione grassi)

  3. amilasi (digestione polisaccaridi amidi e glicogeno in di- e mono-saccaridi)

  4. nucleasi, ribonucleasi e desossiribonucleasi (degradazione acidi nucleici)


La digestione dei grassi è resa possibile grazie all’emulsione in sede intestinale con la bile prodotta dal fegato e immagazzinata nella cistifellea. In questo processo i sali biliari si mescolano al chimo e trasformano le grosse gocce idrofobiche in piccolissime micelle accessibili agli enzimi lipasi che trasformano i trigliceridi in acidi grassi, monogliceridi e glicerolo. Dopo l’ingresso per diffusione attraverso la membrana plasmatica degli enterociti, questi mattoncini vengono di nuovo impacchettati e messi in circolo tramite i vasi chiliferi (destinati alla vena cava).


Sempre nell’intestino tenue, la digestione di proteine e carboidrati è ultimata da enzimi locali dell’orletto dell’enterocita, la cellula della parete intestinale. Troviamo:

  1. peptidasi, che degradano i peptidi in aminoacidi

  2. disaccaridasi, che degradano i disaccaridi (saccarosio, maltosio e lattosio) in monosaccaridi (glucosio, fruttosio e galattosio)

Questi mattoncini finali sono pronti all’assorbimento e si riversano nel torrente sanguigno che li porta al fegato, il primo centro logistico di smistamento e gestione di nutrienti e tossine.


Nel colon, o intestino crasso, avviene infine il riassorbimento dell’acqua, sali minerali e di altri residui ancora indigeriti; è qui che dimora la più grande porzione del nostro microbioma, partecipante attivo in ogni fase del processo digestivo e punto critico per molti disturbi. In seguito a ciò, il transito della massa fecale giunge al termine con l’evacuazione.



INDIGESTIONE: QUALCOSA NON FUNZIONA MA PERCHÈ?


Abbiamo visto finora una situazione ideale in cui tutti i nutrienti subiscono una digestione completa e raggiungono poi le cellule del corpo. Purtroppo però troviamo molti punti deboli che ostacolano la digestione e l’assorbimento ottimale dei nutrienti. I più comuni sono:

  1. Cattiva masticazione

  2. Scarsa produzione di acido cloridrico (HCl)

  3. Scarsa produzione di enzimi digestivi

  4. Scarsa produzione di bile

  5. Scarsa motilità intestinale

  6. Sbilanciamento assetto ormonale digestivo

  7. Eccesso o carenza di alimentazione

  8. Disbiosi intestinale


Alcuni di questi punti sono da affrontare a livello comportamentale/dietologico, come la masticazione e l’eccessiva (o carente) assunzione di alimenti. Gli altri sono segnale di un organismo affaticato e si possono gestire con strategie di recupero e integratori mirati, nel contesto però di una terapia di guarigione della condizione intestinale.


In presenza di uno o più fattori che compromettono il processo digestivo/assimilativo si creano prodotti di scarto che si accumulano lungo il canale. Questa situazione di accumulo di nutrienti anche nel colon dà luogo a iper proliferazione incontrollata della flora batterica nelle forme più opportuniste che concorrono a causare i disturbi sopra citati.


In questo scenario spicca un dettaglio: per quanto i microbi siano partecipanti attivi è chiaro che non sono loro la causa dell’indigestione ma la cascata a monte di cofattori. Le radici profonde vanno ricercate nei corpi sottili soprastanti al corpo materiale, ognuno al suo livello: un percorso di vita dunque, non certo una semplice pillola o seduta terapeutica.



ANATOMIA E FISIOLOGIA DELLA DIGESTIONE


La progressione digestiva avviene tramite meccanismi ormonali e nervosi che collegano l’intestino direttamente con il sistema neuroimmunoendocrino. Trovi qui un articolo approfondito su "Ormoni e neurotrasmettitori: maestri che dirigono l'orchestra digestiva". L’anatomia intestinale è costellata da:

  1. innervature che afferiscono al nervo vago

  2. avamposti di controllo immunitario (GALT, Gut Associated Lymphatic Tissue)

  3. vasi sanguigni

  4. vasi chiliferi linfatici


Queste componenti costituiscono una vera e propria infrastruttura biologica, funzionale all’assorbimento dei nutrienti e lo scambio di informazioni. Anche tutto il bilancio vitale di variazioni del pH viene mantenuto a livello biochimico dalla collaborazione tra cellule gastriche e pancreatiche per secrezione alternata di ioni idrogeno e carbonato nell’intestino e nel sangue.


La coordinazione tanto raffinata che guida i processi digestivi è affidata ad una gerarchia di ormoni e neurotrasmettitori che partono dal cervello e hanno come bersaglio i vari distretti del canale gastrointestinale. Il sistema nervoso ha una connessione strettissima e complessa col sistema ed endocrino. Le funzioni fisiologiche di digestione e assorbimento sono svolte tramite il controllo simpatico e parasimpatico di:

  1. Attività secretoria

  2. Assorbimento capillare

  3. Gradi di contrazione muscolatura sottomucosa

  4. Grado di restringimento gastrico


La strutturazione gerarchica del sistema ormonale vede ai vertici l’asse ipotalamo-ipofisario che colpisce a cascata organi e ghiandole eso/endocrine come: ghiandole salivari e surrenali, tiroide, fegato, pancreas, muscoli, vasi sanguigni, tessuto adiposo e molti altri. Questa amplificazione del segnale e i meccanismi di inibizione retroattiva nel pathway fanno sì che il controllo del sistema sia veloce ed efficiente.


Ci sono 6 classi ormonali, classificati in base a struttura chimica e meccanismo di azione: peptidici, catecolamminici, eicosanoidi, retinoidi, steroidei, tiroidei, vitamina D e ossido di azoto. In tutto più di oltre 50 molecole ormonali intervengono ogni giorno per fare funzionare il corpo. Concentriamoci su quelli che più riguardano la nutrizione, ve li spiego in "Ormoni e neurotrasmettitori: maestri che dirigono l'orchestra digestiva".


Se riscontri regolarmente dei disturbi digestivi è bene controllare il tuo piano alimentare e fare dei controlli con esami specifici del sangue e delle urine. Ricorda che posso aiutarti a risolvere questi sintomi e a ritrovare il benessere, non esitare a scegliere il percorso che fa per te e a contattarmi...




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Questo articolo è parte integrante di una intervista live sul portale di RigeneraLife. Clicca qui per vedere l'intervista!







 
 
 

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